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La Fondazione Cini e l’Istituto di Studi Musicali Comparati si trovano a Venezia, precisamente nell’isola di San Giorgio Maggiore. L’istituto e la Fondazione sono due entità separate, ma coesistono all’interno dello stesso edificio. Il fondo Daniélou è costituito da un gruppo eterogeneo di documentazione che è condiviso da entrambe le istituzioni. La Fondazione Cini è organizzata per dipartimenti tematici, nonché una «biblioteca di Alain Daniélou». Questa biblioteca è composta da quattro fondi principali ed è il frutto di una donazione ad opera di Daniélou stesso alla Fondazione Cini il 19 agosto 1971. L’archivio di Alain Daniélou è disposto secondo i criteri da lui richiesti.

Il sistema di catalogazione consta di dodici sezioni: Purana, architettura, storia delle religioni orientali, musica, musica indiana, civiltà indiana, religioni occidentali: cristianesimo e druidismo, gli archivi dell’Istituto, manoscritti indiani, riviste (Vol d’Isis, Studi Tradizionali), Asian Civilization Studies (Cina, Buddismo, ecc.), riviste, École française d’extrême orient, École pratique des hautes études. Il fondo è costituto da quattro tipi principali di documenti: i lavori personali di Daniélou, molto eterogenei per qualità di edizione, titoli, epoca degli autori, temi. La seconda categoria è composta da 300.000 microfilm inerenti allo studio musicale condotto da Daniélou in India e al suo ritorno (periodo relativo alla fondazione dell’Istituto di Berlino e dell ‘Istituto di Venezia).

La terza parte dell’archivio consta di manoscritti reperiti durante il suo lavoro nelle biblioteche indiane, principalmente a Adyar e Pondicherry. La quarta sezione comprende manoscritti provenienti dalle biblioteche indiane di Benares, Madras e Pondicherry. Alain Daniélou ne fu responsabile assieme ad Omkarnath Thakur del College of Music dell’Università di Benaras (BHU) nel 1945. Dal 1953 al 1956 circa, ricoprì il ruolo di direttore della Biblioteca di manoscritti di Adyar a Madras (La biblioteca Adyar della Società Teosofica). Al contempo, Daniélou iniziò una collaborazione con l’École française d’Extrême-Orient di Pondicherry, un centro di studi sanscriti, inaugurato nel 1955 per condurre una ricerca sulla letteratura shivaita e la storia dell’arte del Sud dell’India. Jean Filliozat ne fu a capo dal 1956 al 1977, organizzando con l’aiuto di Daniélou un importante programma di collezione di manoscritti e una fototeca.

Si noti che questi archivi non sono accessibili al pubblico, nella misura in cui molti documenti ivi preservati sono fragili e il sistema di conservazione è ancora in fase di implementazione. Molti di essi sono sprovvisti di riferimenti catalogativi. Si noti inoltre che la Fondazione Cini ha completato il fondo secondo un progetto di coerenza: se, per esempio Alain Daniélou possedeva due libri di una trilogia, il terzo veniva acquistato dalla Fondazione. Inoltre, la Fondazione Cini sta arricchendo i fondi con elementi successivi alla donazione che abbiano un interesse per lo studio della musica indiana.
Il sistema di catalogazione con microfilm rappresenta il risultato di decenni di studio e ricerca da parte di Daniélou, coadiuvato da esperti pandit, nonché assistenti indiani ed europei le cui competenze e capacità differivano non poco.

I microfilm sono di varia importanza, alcuni riportano informazioni molto dettagliate, altri hanno natura aneddotica, altri, secondo gli specialisti sono di fondamentale importanza. Questa struttura è suddivisa in cinque sezioni: Autori; Musicisti, Terminologia, Opere, Strumenti. È importante notare che la classificazione corrente non è quella di Daniélou. Ciò per il fatto che è il fondo è stato gestito da molteplici figure, senza un reale coordinamento e criterio di gestione.

Inoltre, esistono diversi archivi tuttora non classificati. Secondo Nicola Biondi, ricercatrice di musica indiana (PhD in sanscrito), la quale ha lavorato al fondo durante una missione di sei mesi presso la Fondazione Cini, il fondo Daniélou coprirebbe all’incirca il 60-65 % del fondo stesso. Questi archivi non classificati sono composti da: manoscritti, dattiloscritti, diverse versioni della stessa opera, opere complete tradotte dal sanscrito in inglese ancora inedite. Questi archivi sono costituiti da manoscritti antichi di testi indù (principalmente in sanscrito). Ci sono anche archivi dell’Istituto: 1968-9, relazioni di tavole rotonde, relazioni sull’attività dell’Istituto di Berlino e la partnership con la Fondazione Cini (1966 ).

Nel 1990 la Casa Editrice Olschki di Firenze ha pubblicato un volume dal titoto Catalogo del fondo Alain Daniélou, Orientalia Venetiana III, a cura di Alessandro Grossato. Il volume consiste di una presentazione, una cronistoria della Biblioteca Daniélou, una bibliografia completa di Alain Daniélou e l’introduzione al catalogo.

A Descriptive Catalogue of Sanskrit Manuscripts in Alain Daniélou’s Collection at the Giorgio Cini Foundation

Il catalogo, pubblicato nella collana dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati denominata “Intersezioni Musicali”, edita in collaborazione con l’editore Nota di Udine, è il primo tangibile frutto di un lungo e attento lavoro di riordino e analisi dei materiali del Fondo, che consiste anche nella digitalizzazione dei manoscritti, della catalogazione dei volumi e del nuovo inventario integrale del Fondo stesso. Si tratta di un prezioso corpus di oltre 200 manoscritti redatti prevalentemente in lingua sanscrita, relativi alla trattatistica musicologica del subcontinente indiano (Sańgīta-śāstra) e, più in generale, allo studio del suono musicale, anche in prospettiva filosofica e religiosa. Una parte importante è anche costituita dalla trattatistica sulla danza, intimamente legata alla musica nella cultura indiana. Il catalogo nasce dall’esigenza di rendere visibile e consultabile alla comunità scientifica questo importante fondo donato alla Fondazione Giorgio Cini da Alain Daniélou nel 1970. Fu infatti proprio Daniélou a raccogliere e commissionare la copiatura di questi manoscritti durante i suoi anni di soggiorno in India. Il progetto, da lui iniziato assieme ai suoi collaboratori indiani nei primi anni ’50 per il Collegio di Musica alla Banaras Hindu University, prevedeva un minuzioso lavoro di studio ed esegesi dei testi, solo in parte compiuto. La pubblicazione di questo catalogo si propone di favorire la prosecuzione di questo lavoro di studio, consentendo ai ricercatori di conoscere il contenuto del Fondo e, dunque di accedere alle fonti indiane conservate alla Cini. Il pregio di questa peculiare collezione non dipende soltanto dall’originalità dei materiali che la compongono (copie riscritte a mano o dattiloscritte in alcuni casi non più reperibili in India) ma anche dall’organicità interna dell’intera raccolta conservata a Venezia che riflette gli interessi musicali, ma anche filosofici e religiosi di Daniélou.

A cura di Nicola Biondi
Nota editore, Udine, 2017

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