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Alain Daniélou

Alain Daniélou che suona la Vînâ, 1979. Foto: Sophie Bassouls
Alain Daniélou mentre suona la Vînâ, 1979. Foto: Sophie Bassouls

Il poliedrico studioso dai natali francesi Alain Daniélou visitò per la prima volta l’India nei primissimi anni ’30, ed in seguito visse tra Delhi, Varanasi e Madras sino agli anni ’60. Durante il suo soggiorno indiano, conobbe e collaborò con il premio Nobel per la Letteratura Rabindranath Tagore; fu studioso di sanscrito, contribuendo in modo decisivo agli studi di indologia con i suoi scritti sulla saggezza antica dei Veda, la filosofia induista, e lo shivaismo. Grande esperto anche di musica occidentale, Daniélou studiò a fondo la musica indiana e fu nominato professore all’Hindu University di Varanasi nel 1949 per poi divenire direttore del College of Indian Music. Fu uno dei primi occidentali a fotografare assieme a Raymond Burnier gli antichi complessi templari dell’India; il loro lavoro fotografico sul tempio di Khajuraho è stato esposto al Metropolitan Museum di New York. Alain Daniélou fondò inoltre l’Istituto Internazionale per gli Studi e la Documentazione di Musica Comparata a Berlino e a Venezia.

Tra gli altri riconoscimenti, ricordiamo: il Premio UNESCO-CIM per la Musica (1981), la Medaglia UNESCO Kathmandu (1987), il Premio Cervo per la musica (1991). Fu inoltre nominato Ufficiale della Legione d’Onore, Ufficiale dell’Ordine nazionale al merito, Commendatore dell’Ordine delle arti e delle lettere (Francia) e Membro dell’Accademia Nazionale di Musica e Danza dell’India.

Raymond Burnier

Raymond Burnier nel giardino di Zagarolo
Raymond Burnier nel giardino di Zagarolo

Nato a Losanna – Svizzera, Raymond Burnier (1912 – 1968) iniziò a studiare fotografia in modo professionale sin dalla giovane età. Viaggiò a lungo in Cina, Giappone, Indonesia, Afghanistan e Stati Uniti, per stabilirsi in India nel 1938.
Esperto di Leica, mostrò grande interesse per la scultura medievale indù (IX° al XIV° secolo).

Fu il primo fotografo a far conoscere all’Occidente la magnificenza dei grandi complessi templari di Khajurâho, Bhubaneswar e Konârak. Nominato membro dei servizi archeologici indiani, rivestì il ruolo di fotografo ufficiale per diversi siti e templi di primaria importanza nell’India centrale.

Intimamente influenzato dal fotografo inglese Cecil Beaton il quale sarà suo ospite in India, Burnier a sua volta ispirerà l’italiano Angelo Frontoni.

Jacques Cloarec

Jacques Cloarec con Alain Daniélou
Jacques Cloarec con Alain Daniélou

Jacques Cloarec nato a Brest, in Francia, ha iniziato la sua carriera professionale come insegnante, nutrendo un particolare interesse per la tradizione ed il folklore celtici. Si trasferì a Parigi dove avrebbe più tardi incontrato Alain Daniélou nel 1962.

Trasferitosi a Berlino-ovest, dove visse 15 anni, raggiunse in seguito Venezia dove si stabilì per i successivi 5, essendo state create da Alain Daniélou due sedi per gli studi di Musica Comparata nelle due rispettive città.

Durante quegli anni, Jacques Cloarec fu incaricato dell’onere di catalogare l’archivio fotografico di Raymond Burnier e al contempo di accompagnare in tournée per l’Europa gruppi di musicisti e danzatori classici indiani.

Fotografo di talento, dal 1981 iniziò a documentare le opere coreografiche di Maurice Béjart e ― in quanto membro del “Salon d’Automne” di Parigi ― esibì regolarmente i suoi lavori nella capitale.

Dopo la morte di Alain Daniélou nel 1994, Jacques Cloarec si è prodigato affinché l’opera del guru continui ad essere accessibile per tutti coloro i quali cercano una più profonda comprensione dell’Induismo e dello Shivaismo. Prende parte attiva all’attuale catalogazione dell’enorme mole documentativa lasciataci da Alain Daniélou, nonché alla traduzione e pubblicazione dei suoi lavori.

Jacques Cloarec è Presidente Onorario di FIND – Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi.


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