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SUPRIYO DUTTA, maestro di canto musica classica indiana, si è esibito in tutta l’India e in diversi Paesi quali Stati Uniti d’AmericaAustralia, Germania, Francia, Italia, Svizzera. Si è formato sotto alcune delle leggendarie icone della musica classica indiana. Da studente ha ricevuto una borsa di studio del Ministero della Cultura, ha vinto la medaglia d’oro del Governatore per aver ottenuto i massimi voti di laurea magistrale di Musica. Supriyo ha vinto molti prestigiosi premi nel proprio viaggio musicale ed è un artista scritturato dalla All India Radio e dall’ICCR (Indian Council for Cultural Relations). Ha molti CD e pubblicazioni digitali nei suoi crediti, tra cui “Raga Reminiscence” in India, Passionate Voice (canto classico indiano) e un paio di CD di jazz e fusion pubblicati in Italia lo scorso anno. Tra le sue esibizioni nel mondo spiccano il festival di Woodford in Australia; la North American Bengali Conference, concerti in Germania per Deutsch-lndische Gesellschaft (DIG); Tour di concerti per Alliance Francaise; Festival del monsone dell‘India International Centre – Delhi; Horizon Series, concerti per l’ICCR; il festival Holi Sangeet Utsav presso NZCC – Patiala; il West Bengal State Music Festival annuale dell’Accademia di Kolkata; Festival dell’Oriente – Roma; Festival Diwali all’Auditorium Parco della Musica – Roma; Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” – Milano (Italia); Museo di Arte Orientale (MAO), Festival Nazionale della Gioventù – Gwalior; National Integration Camp – Kerala.

Supriyo è un musicista attivo ed eloquente, impegnato regolarmente nell’insegnamento con corsi e seminari di formazione altamente raccomandati sia in India che all’estero anche presso Scuole e Università. Ha trascorso sette anni insegnando musica in una rinomata scuola superiore di secondo grado in India; ha condotto conferenze sulla musica classica indiana con introduzione alla storia, basi del raga (forma melodica) e tala (struttura ritmica), composizione, liriche aspetti filosofici della musica indiana in luoghi importanti come lo Swami Gitananda Ashram – Altare; Università degli Studi di Torino, Fondazione Università della Terza Età di Milano; Dipartimento di Etnomusicologia e Antropologia Visuale dell’Università degli Studi di Milano; Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano; Spazio NU – Provincia di Pisa; Organico Scena Artistica (OSA) – Locarno ( Switzerland ) , Festival dell’Oriente – Roma, Festival di Woodford – Australia. Conduce regolarmente workshop e lezioni su esercizi di respirazione e training vocale. Strumentisti di vario genere e cantanti si uniscono ai suoi seminari e alle sue lezioni, che includono uno studio comparativo sui fondamenti della musica occidentale e della musica classica indiana, il raga – la parte melodica e il tala – la parte ritmica. Meravigliose liriche e composizioni vocali e strumentali dei raga fanno parte delle sue lezioni, arricchendone i contenuti estetici e culturali. La sua competenza comprende KHAYAL, TARANA che sono tradizionali forme puramente classiche; Il THUMRI è la tradizionale forma semi classica mentre BHAJAN e SUFI sono canti devozionali. Tutti questi sono importanti soggetti della musica vocale classica dell’India del Nord.

Il KHAYAL (in arabo significa immaginazione), come è evidente dal nome ha permesso al cantante di utilizzare il colore di un raga disegnando con la propria immaginazione, pur mantenendo la rigidità della struttura illustrata dal bandish (la composizione) e le regole della struttura melodica del raga in base alla quale viene presentata la performance. Khayal è una forma di pura musica classica in cui l’estrema fissita’ dello stile Dhrupad viene rilassata dando la possibilità di testi raffinata immaginaginazione emotiva, malleabilità della voce, il meraviglioso virtuosismo del cantante e l’approccio personale al raga scelto. Secondo l’abilità, il cantante è libero di evocare dolcezza, sorpresa e molti altri tipi di fascino estetico. Il linguaggio della composizione è generalemente Hindi, oppure uno dei tanti dialetti locali dell’India quali l’Avadhi, il Maithili, il Bhojpuri, ecc.

TARANA – Hazrat Amir Khusrau, un eminente poeta, musicologo, filosofo del 13 ° secolo fu il creatore del genere Tarana. Ha trovato la sua filosofia mistica in questa parte importante della musica vocale classica Hindustani, nella quale certe parole e sillabe (ad esempio “odani”, “todani”, “tadim” e “yalali”) che si basano su fonemi persiani vengono pronunciate ritmicamente. Il leggendario Ustad (Maestro) Ameer Khan ha portato alla luce il background evolutivo delle tarana e ne ha evidenziato il significato intrinseco. Egli usava aggiungere nell’ultima strofa del tarana. una poesia in Persiano (Shaer) con un profondo significato filosofico.

THUMRI è un idioma musicale che è stato estremamente popolare tra le ragazze cantanti e danzatrici conosciute come Baiji o Devi in passato. Sono canzoni con quasi lo stesso tipo di linguaggio usato per khayal, ma ottiene ulteriore liberta’ nelle regole del raga su cui si basa. Qui il cantante è libero di portare talvolta qualche nota o combinazione di note per ottenere ulteriori abbellimenti che non rientrano le regole del raga.

BHAJAN – Esistono canti devozionali di vari compositori, basati sui raga senza le regole della musica classica. Questi canti sono conosciuti come Bhajan e Sufi e sono scritte in lode e gloria dell’Onnipotente.

Il Raga è una struttura tonale per la composizione e l’improvvisazione. Ha una propria scala particolare determinata da movimenti specifici nel modo di ascendere e discendere. Ha inoltre regole severe di combinazione tra le note da utilizzare più o meno frequentemente, e rispetto all’uso di soffermarsi per una lunga durata su certe note invece di altre. Con queste indicazioni il Raga invoca emozioni particolari stabilendo un proprio carattere specifico. La struttura di un Raga deve essere basata almeno su cinque note, fino a utilizzare in alcuni casi tutte e dodici le note. La nota tonica (SA) è come la casa alla quale si ritorna sempre, ed è sempre un punto fermo all’interno del Raga. Alcuni esempi di scale note in Occidente, simili a scale di Raga sono riscontrabili nei modi greci: il modo Ionio, simile alla scala di Raga Bilawal; il modo Frigio, simile alla scala di Raga bhairavi; il Dorico – Raga Kafi; il Lidio – Raga Yaman; il Misolidio – Raga Jhinjhoti, e il modo Eolio – Raga Darbari. In questo contesto è importante notare che una stessa scala definita viene utilizzata in diversi Raga, semplicemente in base ai movimenti tra le note, e alla scelta di quali note usare più o meno frequentemente. Questa varietà nell’uso di una stessa scala da origine a numerosi caratteri melodici ed effetti molto differenti tra loro. Per esempio nel modo eolio abbiamo Raga Darbari, Raga kaushi kanada, Nayaki kanada, Ashavari, Jaunpuri e molti altri, ognuno con caratteri specifici.


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